Liverpool, un progetto costruito nel 2015

L’avventura con i Reds per Jurgen Klopp inizia il 9 novembre del 2015. La squadra era in netto tracollo in campionato (l’allenatore tedesco riuscirà a portarla fino all’ottavo posto totale, un risultato comunque non esorbitante) e si giocava un posto importante in Europa League (dove ha perso soltanto in finale, contro il Siviglia, dopo una pazza rimonta con il Borussia Dortmund).

Ad oggi, due anni e mezzo dopo, il Liverpool è ad un passo dal giocarsi un’importantissima finale di Champions League e, in campionato, è al terzo posto a +3 sul Tottenham. Che sia merito dell’allenatore, Jurgen Klopp, non c’è dubbio. Ma non si può non sottolineare quanta importanza ci sia anche nel progetto, costruito proprio a partire da quel novembre del 2015.

Un progetto che inizia a dare i suoi frutti nel 2016, con i Reds che iniziano con la pazza vittoria, per 4-3, ai danni dell’Arsenal, portandosi addirittura in vetta alla fine dell’undicesima giornata. Complice dell’ottima annata è, soprattutto, la campagna acquisti che, in entrata, porta all’acquisto di pedine fondamentali come Sadio Manè (dal Southampton) e Karius (dal Magonza), mentre in uscita giova molto alle casse del club, con le cessioni – tra le altre – di Ibe, Benteke e Skrtel.

Ma giungiamo alla stagione in corso: lo scacchiere dei Reds cambia, considerevolmente, con la cessione di Coutinho al Barcellona e con acquisti importantissimi; Salah prima, acquistato dalla Roma, e Van Dijk (difensore più pagato della storia) poi, diventano a poco a poco importantissimi per una formazione che, dopo anni, decide di scrollarsi di dosso quell’etichetta di squadra con potenziale non espresso abbastanza, diventando protagonista sia della Premier League che della Champions League, in cui non si deve tener conto soltanto del risultato finale, ad ora fin troppo soddisfacente, ma anche di quelli, fino ad ora, ottenuti. In pochi avrebbero scommesso nei migliori casino online autorizzati aams sul passaggio del turno contro i rivali del Manchester City, tra le squadre favorite per la vittoria finale, e invece – con 4-1 totale – i Reds hanno eliminato, senza troppi patemi i Citizens.

Liverpool, Salah fondamentale o soltanto pedina di uno splendido gioco?

Ma è davvero soltanto merito dei giocatori e del valore di questi ultimi? Certo, avere una rosa competitiva e dal grande potenziale aiuta senza troppa ipocrisia. A questa rosa, però, bisogna dare un’identità, un valore, un’impronta. Insomma, un’idea di gioco, che possa portarla ad ottenere grandi risultati.

Nulla di più semplice per Jurgen Klopp, che ha sempre dimostrato di avere una grande ideologia calcistica: tutta Europa ha assistito, con ammirazione, ai grandi risultati ottenuti dal tedesco con il Borussia Dortmund (con la quale ha interrotto la grande egemonia del Bayern in campionato ed è arrivato a un passo dalla vittoria della Champions League). Il gioco di Klopp è un spumeggiante, distruttivo per le rose avversarie, mai banale.

Con un Liverpool che sembra essere sempre in forma, ma soprattutto con giocatori come Salah, Firminio, Manè, tutto sembra diventare più semplice. Quanto a Salah, è innegabile la forma stratosferica dell’egiziano quest’anno. Un giocatore che già dava idea di essere un fenomeno nelle scorse annate, ma che in questa ha acquisito una completezza che lo porta a scomodare i grandi. Verticalizzazioni continue, scatti rapidi e mai troppe leziosità. Sono questi i cardini essenziali di un gioco che, ad ora, sembra essere imbattibile. Che il Liverpool possa davvero vincere qualcosa di importante, questo è ancora da vedere. Che sia, però, la rivelazione di quest’anno, è – al momento – indiscusso.